Consulenza per team interni
- Bug, ritardi e manutenzione continua
- Costi fuori controllo e urgenze continue
- Team sempre pieno e dipendenza da poche persone
- Reparto software che lavora tanto ma rende poco
Il fatturato non resta appeso in aria: diventa contatti lavorati, risposte, conversazioni, opportunità, call qualificate e vendite. Ogni settimana il team porta numeri, non sensazioni.
Il percorso minimo per arrivare a 50.000 euro al mese, misurato dal volume iniziale fino alle vendite chiuse.
Il punto è trasformare 50.000 euro in lavoro quotidiano misurabile. Il team non deve ragionare su “vediamo cosa succede”: deve sapere quanti contatti lavorare, quante conversazioni aprire, quante call portare e quale valore economico deve uscire.
L’obiettivo aziendale è 50.000 euro al mese di nuovo fatturato. Questo numero non resta appeso in aria, perché il fatturato arriva solo se ogni settimana vengono generati abbastanza contatti, conversazioni, call qualificate e proposte.
Il lavoro commerciale non è mandare messaggi. È creare opportunità qualificate per tre strade precise.
Noi oggi vendiamo tre cose: consulenza per aziende con sviluppatori interni, consulenza su software ad hoc / sito AI / tool AI / automazioni per aziende senza team tecnico, e partnership con software house o aziende tecniche.
Quindi il lavoro delle ragazze non è “mandare messaggi”. Il lavoro è creare opportunità commerciali qualificate.
Il processo vive su tre livelli: team, singola venditrice, giornata. Se salta un livello, il numero finale diventa una speranza.
Con ticket medio da 10.000 euro, servono 5 vendite al mese. Se Matteo chiude una call qualificata ogni quattro, servono almeno 20 call qualificate al mese; con margine operativo, l’obiettivo diventa 24 call qualificate.
Divise su tre venditrici, significa circa sette call qualificate al mese a testa. Tradotto in settimana: ogni venditrice deve portare almeno 2 call qualificate.
Una call non entra in calendario solo per fare numero. Entra quando il problema è abbastanza chiaro da rendere utile Matteo.
Una call è qualificata quando sappiamo che tipo di azienda è, se hanno sviluppatori interni oppure no, dove perdono tempo o soldi, quale problema sentono oggi e quale strada commerciale ha senso proporre.
Nessuna call deve essere messa in calendario solo per fare numero. Il numero serve, ma deve essere un numero che può produrre fatturato.
Prima si capisce se parliamo di reparto software, tool AI, automazioni o partnership. Poi la call diventa il passaggio logico per fare diagnosi, non un favore richiesto al prospect.
Il filtro protegge il calendario, aumenta la qualità delle call e rende il report del venerdì una base reale di miglioramento.
Autonomia durante la settimana, numeri ogni venerdì, correzione del processo. Niente sensazioni sparse.
Da ogni venerdì il report deve dire quanti contatti sono stati lavorati, quanti hanno risposto, quante conversazioni sono partite, quante aziende sono state qualificate, quante call sono state fissate, quali obiezioni sono uscite e dove il processo si è bloccato.
Il manager non deve inseguire ogni ora: deve far rispettare il processo. Autonomia durante la settimana, report ogni venerdì, correzione del processo.
Contatti lavorati, risposte ricevute, conversazioni aperte.
Opportunità qualificate, call fissate, call non qualificate scartate.
Obiezioni ricevute, messaggi che hanno funzionato, blocchi incontrati.
Proposte per migliorare aperture, follow-up, qualifica e transizione alla call.
Ogni collo di bottiglia dice dove correggere: volume, apertura, gestione, domande, transizione, filtro o offerta.
Chi vuole autonomia porta numeri. Chi porta numeri può migliorare. La linea è semplice: processo visibile, report ogni venerdì, correzione settimanale e obiettivo minimo di 2 call qualificate a settimana per persona. Poi si alza.